La pista del cinema riguardante il caso di Emanuela Orlandi, potrebbe probabilmente portare ad una svolta storica.
Dopo l’esito dell’ispezione della Casa del Jazz, il caso di Emanuela Orlandi ha preso piede per via della ormai rinomata pista del cinema. La quale, riporta Open, ha chiamato a sè la figura del giĂ citato “Mister X”.
Si tratta di una potenziale svolta storica, alla ricerca della veritĂ che viene attesa da ormai numerosi anni. La data della sua sparizione risale infatti al 22 giugno 1983, con un triste anniversario al quale manca sempre meno tempo.

La pista del cinema di Emanuela Orlandi
All’interno del suo articolo, Open ha riportato le parole di Roberto Morassut, deputato del PD: “Qualche giorno prima della sua scomparsa nei pressi della Stazione Termini, una delle sorelle di Emanuela era stata fermata da uno strano personaggio, Mister X, che le propose di lavorare come comparsa in un film che si stava girando vicino a Roma. I due si scambiano i numeri dopo una pressante azione di convincimento del Mister X, un apolide mezzo canadese e mezzo polacco“.
Il nome del “Mister X” in questione corrisponde a Felix Welner. Quest’ultimo andava alla ricerca di ragazze che, per sua stessa ammissione, dovessero come unico requisito una faccia da cinema. Il deputato ha inoltre dichiarato: “Chiedeva in prestito l’alloggio al suo compare per portarvi ragazze reclutate in strada. Alcune donne lo confermarono e segnalarono, almeno a livello di testimonianza, che i provini diventavano pesanti approcci al chiuso di una stanzetta. Non solo. Mister X prediligeva le minorenni“.
L’indagine su Welner
Morassut ha inoltre menzionato le indagini su Welner: “Squadra Mobile e Carabinieri lo interrogarono, lo perquisirono e andarono anche nella casa presso la Stazione trovando cassette porno, elenchi con numeri di telefono, fotografie ed altro ancora ma soprattutto trovarono un lenzuolo sporco di tracce di rosso forse ematiche che furono inviate a reperto i cui risultati non si sono mai saputi“.
Lo stesso deputato ha tuttavia affermato come questa pista sia mossa perlopiĂ¹ da deduzione effettive, e non da delle prove. Morassut ha poi concluso affermando che gli ultimi fotogrammi potrebbero essere potenzialmente decisivi, e che le ragazze siano state probabilmente ingannate da chi le fece sparire.